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Visualizzazione dei post da Settembre, 2017

COMUNICARE PER ASCOLTARE O ASCOLTARE PER COMUNCIARE

La mia prima figlia, 2010, è una artista e come tutti gli artisti non è facile comprenderli a fondo.

Anche se ci provo ad ascoltarla spesso non capisco i suoi comportamenti ne quello che vuole dirmi. Che padre degenere direte voi, e me lo sono detto anche io, però la situazione è questa.
COME COMUNICARE?2010 a parole non è in grado di comunicare, mentre gli riesce benissimo comunicare con i disegni e con le poesie. E' si 2010, ha sette anni e disegna benissimo e scrive delle poesie altrettanto belle. Ogni volta che cerca di comunicarci qualcosa a parole si arrabbia, perché non la capiamo. E spesso la mia necessità di capire mi porta ad esagerare con le domande. E così invece di ottenere delle risposte, ottengo solo nervosismo sia da parte sua sia da parte mia che non capisco a mi ostino a voler capire. L'altro giorno 2010 tornando da scuola mi dice "per fortuna oggi vado da Ringo (è il nome di un cavallo), almeno lui mi capisce", ed io rispondo "hai proprio ragio…

COME CAPIRE SE ABBIAMO ASCOLTATO?

Chiamo 2013, la faccio sedere in braccio e gli chiedo "Ti piacerebbe imparare a fare qualche sport?". 

"Si!" dice 2013. "Vuoi scegliere uno sport te e farlo per conto tuo o preferisci che il papà e la mamma cerchino qualcosa che puoi fare insieme a 2010?" chiedo io. ".....la prima che ai detto...." dice 2013 timidamente. "Vuoi scegliere te e fare qualcosa per conto tuo?" Chiedo conferma io ".....si...." dice 2013, "OK" rispondo io. Dopo un po' 2013 mi chiede "Papi....prima delle nanne possiamo giocare con le bambole io e te da soli?". Ecco questa richiesta mi fa capire che la chiaccherata di prima ha fatto centro, si era sentita ascoltata e capita. Perché direte voi??
FAR SENTIRE I PROPRI FIGLI UNICIPerché fino ad ora tutto girava intorno alle attività di 2010, e spesso mi sembra che a 2013 inizia un po' a pesare la figura di 2010, la sorella maggiore! 2013 vuole essere non solo la sorella di 2010 m…

NON SI PUO' ASCOLTARE SEMPRE

Qualcosa mi dice che sto sbagliando, che sto esagerando, e come in tutte le cose che faccio mi sto intestardendo. Nel voler ascoltare sempre mi sto accorgendo che sto ricominciando a sentire. Mi sto dimenticando di ascoltare me stesso. Questo errore l'ho già fatto diverse volte nella mia vita e non ha portato mai nulla di buono. Quindi STOP!
FISSARE DEI LIMITI No non voglio smettere di ascoltare però è meglio fissare dei limiti. Ascoltare non significa accontentare tutte le richieste. Ascoltare non significa risolvere tutti i problemi. Ascoltare non significa assorbire i problemi degli altri. Ascoltare significa dedicare del tempo a chi a voglia di essere ascoltato. E' si, mi sono accorto che molte volte si ha voglia di parlare, ma non si ha alcun interesse ad essere ascoltati, ed altre volte si ha voglia di essere ascoltati, ma non si ha la forza di parlare.
DISCUSSIONI Le continue discussioni con 2010 mi hanno fatto capire che spesso chi parla non vuole essere ascoltato e ch…

QUANDO È MEGLIO NON ASCOLTARE

Mi sto impegnando ad ascoltare invece di sentire, ma ci sono momenti e situazione dove è meglio non ascoltare e nemmeno sentire. Diciamo che ci sono momenti sbagliati dove impuntarsi ad ascoltare e cercare di capire. Come sapete sono circondato da donne, quindi un tema scottante sono....i vestiti...
VESTITIIo sono il tipico uomo che apre l'armadio e si veste con le prime cose che trova, e quando vado in negozio ci metto un secondo a trovare la taglia che mi va bene.

Ecco le mie donne no....e non parlo di mia moglie....ma specialmente di 2010 e 2013. 2010 nei negozi di rompe in 30 secondi, dice di si a tutto quello che gli propone la mamma, ma poi quando è ora di indossarli inizia: "ma non mi piace il colore", "mi stringe", "è troppo corto", "è troppo lungo" etc... con le scarpe ancora peggio.

2013 è uguale andrebbe in giro solo con vestitini estivi, odia la vestizione a strati, in compenso però ama le scarpe. Se siamo in un negozio di scarpe le…

ASCOLTARE E' VIZIARE?

"Papi ho fatto questo" (2013), "Papi guarda" (2010), "GA PA DA" (2016), "Vieni" (2013), "Amore mi controlli la pasta?" (il mio Amore), "GA! PA! DA! BR!" (2016),
"Perchè non vieni" (2013), "Allora guardi papà" (2010) etc etc. ....sono appena rientrato a casa, ho detto ciao come state, forse sono riuscito a togliermi le scarpe e...."sono appena rientrato e non capisco niente di quello che dite!!". "AHHHH" (2013), quindi la seguo per calmarla "Visto vuoi più bene a 2013" (2010), "Ma cosa dici..." dico io, "AHHHHH" (2016), "Ciao Amore, andato bene in ufficio?!" chiede mia moglie "Si tutto bene e qui?" dico io. "Tutto ok fino a 5 minuti fa" dice con voce calma e rilassata, ossia fino a quando non sono rientrato io........
VIZIARE CON IL TEMPOOK, non sempre la situazione è questa, ma spesso capita ed io e mia moglie ci siamo spesso ch…

ASCOLTARE LE DOMANDE

"Papà ci stiamo divertendo oggi?" chiede 2010 mentre pattiniamo "Certo!" rispondo io. "Papà ci stiamo divertendo vero?" chiede nuovamente dopo qualche minuto 2010 "Questa sera ci stiamo proprio divertendo" ribadisco io. "Papà oggi ci siamo proprio divertiti vero?" chiede ancora 2010 alla fine della serata con i pattini "Si è stato proprio bello!" confermo nuovamente.
Ma perchè così tante domande sul divertirci o meno?Me lo sono chiesto, e mi è venuto in mente che a volte capita di dire "Se fai così....mica ci si diverte!!" oppure "se non hai voglia la prossima volta fammi andare da solo così mi diverto!". È si spesso mi dimentico dell'età delle mie figlie e le tratto come degli adulti senza pensare che loro .....ascoltano......e si ricordano tutto. Quindi tutte le domande che mi faceva era per rassicurarsi che non solo si era divertita lei, ma che si era divertito anche il papà.
Partecipare attivamente a…

ASCOLTARE....O GUARDARE?

"Papi guarda cosa so fare..." dice 2010, non faccio in tempo a girarmi e... "Papi guarda cosa so fare io..." dice 2013, mi rigiro "Papi non mi guardi..:" ribatte 2010, "Papi....." chiama 2013.....per fortuna 2016 ancora non sa parlare ma i suoi "Mhhh"
ed il tirare letteralmente i pantaloni sono un chiaro indice che due occhi non saranno più sufficienti. Solitamente la cosa finisce con 2013 o 2010 che si offende, perchè non ho guardato con la stessa intensità rispettivamente l'uno o l'altra oppure l'apprezzamento non aveva la giusta enfasi.
Essere guardatiEssere guardati per i bimbi ha lo stesso valore di essere ascoltati, forse ha un valore maggiore, in quanto si sentono importanti. Quando si ascoltano si sentono capiti, quando si guardano si sentono importanti. Lo sguardo ha un potere enorme. I bambini hanno ancora il sesto senso (con l'età si perde se non si riesce a conservarlo gelosamente)....specialmente le mie figli…

ASCOLTARE...CONVIENE SEMPRE?

....a volte un pò di solletico è più efficacie di una sessione di ascolto.…

QUANDO ASCOLTARE FA MALE

Quando in passato si ha la sfortuna di vivere un evento traumatico, spesso succede che alcune situazione, alcune frasi, alcuni comportamenti facciano riaffiorare e rivivere l'evento traumatico. In queste situazioni ascoltare diventa difficile se non impossibile. Ascoltare necessita di un grande impegno, perché è necessario eliminare tutti i preconcetti. Il proprio vissuto deve essere già stato elaborato ed accettato. Quando la nostra mente è libera si possono ricevere le parole e le emozioni, senza pregiudizi, senza filtri, così come sono. Solo in questo modo si può ascoltare, altrimenti il nostro vissuto condiziona gli altri nel bene e nel male.

QUANDO ASCOLTARE RISOLVE UN PIANTO

“il sacchetto è vicino allo specchio all'ingresso” dico a 2013 che cercava il sacchetto che aveva portato a casa per farmi vedere quello che aveva fatto all'asilo, “va bene” dice 2013…
...due secondi dopo pianto a dirotto….Di solito avrei ignorato pensando al solito capriccio (cosa che con 2013 fa alimentare il pianto e le urla a lungo fino a far portare l'umore di casa a livelli molto bassi) ed invece mi sono alzato ed ho chiesto “cosa è successo...perchè piangi...”, “non c'è” dice 2013 piangendo. La mia risposta standard sarebbe stata ribadire che il sacchetto era davanti allo specchio aumentando pianto ed urla probabilmente, ed invece “dai dammi la mano che lo cerchiamo insieme” dico io. 2013 si alza, si asciuga le lacrime, mi da la mano e si calma.

I CAPRICCI VANNO ASCOLTATI?

....non lo so.....

....per ora li ignoro......ma scaricano la mia positività....

ASCOLTARE LA RABBIA

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Vado a prendere 2010 al corso estivo di inglese e "papi il cavalletto nuovo sta un pò in su, non appoggia bene, poi la bici cade, vedi....vedi.....vedi" al terzo tentativo effettivamente la bici cade.

Arriviamo a casa, saluta 2016, ignora la mamma che giustamente dice "ciao....". Ci sediamo e "...ma io voglio sedermi li...", mangiamo...ed inizia a giocare con il grana producendo non poche briciole. "Ed adesso chi mangia tutte quelle briciole?" chiede la mamma, "io" risponde 2010 appoggiando la bocca aperta sul tavolo e con la mano si butta addosso le briciole....Non reagiamo eccessivamente...sappiamo che è in fase...."quando mi sgridano?".
"Posso guardare la TV?" chiede 2010, "prima aiuta papà a sparecchiare" dice la mamma. "UFFA" sbotta 2010. "Allora guardi la TV quando torna 2013 così la guardate insieme" dico io. Frase quest'ultima che fa partire richieste insistenti da parte di 20…

ASCOLTARE IL NON DETTO

"Pronta per l´asilo estivo" chiedo a 2013 "SI!" risponde lei. Arriviamo all'asilo e "..non voglio.." con lacrimoni ed effetto cozza alla gamba.
Inizio con le piú basilari opere di convincimento.....niente la situazione è sempre "...non voglio..." con lacrimoni ed effetto cozza alla gamba. Dopo vari tentativi ho provato ad ascoltare....quello che non diceva. Ho provato ad immedesimarmi, e ricordare quanto sia difficile anche per noi adulti andare ad un colloquio, o il primo giorno di un nuovo lavoro, o fare un presentazione davanti ad un pubblico etc. Ovviamente noi adulti non possiamo piangere, ci teniamo tutto dentro, però ce la facciamo sotto lo stesso. I bimbi piangono, esternano i loro sentimenti le loro emozioni, ed è per loro una fortuna, perchè con il pianto si scaricano le tensioni negative.

"lo so hai paura....anche io l'avrei" dico io, e 2013 inizia a non piangere. "Facciamo così, tu entri, ti siedi in un angolino …

CI SONO ANCH'IO

“papi, oggi sera porti anche me a pattinare….” mi chiede 2013. La risposta standard sarebbe “sei troppo piccola...e poi non sai ancora andare bene con i pattini”.
Oggi però era proprio un desiderio di poter fare qualcosa che fa anche 2010 con il papà, di sentirsi grande e non sempre quella piccola. Questa volta gli ho detto di si e la reazione è stata quella che ogni papà vorrebbe, ossia un abbraccio e ….”ti ho bene” (questo modo dire lo spiegherò in un altro post”. Idillio durato giusto 30 sec, interrotto da un “voglio venire anch'io” da parte di 2010. Richiesta che non potevo accettare e non ho accettato, perché avrei deluso 2013 che avrebbe passato al serata sentendosi dire “io sono più brava”. “No oggi vado solo con lei” dico io. Ed ecco che sono partiti litri di lacrime e frasi del tipo “adesso non mi porti più….vai solo con lei...”. Quindi armato di molta pazienza ho cercato di “ascoltare” ed effettivamente per 2010 significava aver perso l'esclusiva, pattinare non era p…

PROVA DI ASCOLTO

"Hai visto che belli fiori?" mi chiede 2013 indicando il mazzolino di fiori che ha raccolto e messo in una vaso sul tavolo da pranzo. "Belli!!" dico io. Non faccio in tempo a finire l'unico vocabolo pronunciato che 2010 "Ed i miei?".
Questa domanda è molto insidiosa, perchè comporta necessariamente un confronto, ed io non vedo altri fiori sul tavolo...."Dove sono i tuoi fiori?" chiedo "All'ingresso non li hai visti?" altra domanda insidiosa. Vado subito a guardarli, torno e dico "Belli!!" nello stesso tono utilizzato precedentemente. Sperando di aver espresso un pareggio attendo commenti da 2013, ma tutto tace. Sono riuscito a dare la stessa importanza ad entrambe, se avessi utilizzato toni diversi si sarebbe acceso un lungo diverbio. Per fortuna 2016 è ancora piccola, ma fra qualche anno sarà un confronto a tre...